Intervista alla mamma di Costantin

La mamma di Costantin – maggio 2007

L’estate è alle porte, il cielo assolato sopra Milano ricorda che è il momento di programmare le vacanze. Ci sono le Maldive dove da anni si sogna di trascorrere le ferie, oppure il Mar Rosso, gli amici ne dicono tanto bene e consigliano di andare lì, un mare favoloso e una abbronzatura da invidia assicurata. Ma poi si fanno i conti e andare all’estero potrebbe essere troppo costoso. Si è da poco comprato l’ultimo modello di  automobile tedesca e forse quest’anno sarebbe il caso di risparmiare. E poi, chissà se si fa in tempo a rinnovare il passaporto scaduto.

Un bel problema.

Maria è romena, ha tre figli, il più giovane ha oggi 6 anni, è malato di thalassemia major, per poter vivere è costretto fin dai primi mesi di vita a costanti cure mediche. Ma in Romania le strutture sanitarie non garantiscono le migliori cure disponibili. L’indice dell’emoglobina nel sangue del piccolo Costantin è sempre troppo basso, è stato necessario asportargli la milza. Ha solo 4 anni e ha già passato mille sofferenze. Maria, come tutte le mamme, in tutti i paesi del Mondo, fa il possibile per garantire al suo piccolo le migliori cure, cerca tutte le strade, fino a che un giorno degli amici non gli dicono che in Italia i thalassemici sono curati meglio, che si parla di trapianto, che c’è la possibilità per Costantin di essere curato dai migliori specialisti e di guarire.

Maria non conosce l’italiano, non ha il permesso di soggiorno, non ha i soldi per portare la famiglia in Italia e non ha la minima idea di cosa farà una volta in Italia. Ma gli hanno detto che li potrà salvare suo figlio.

Davanti a questa prospettiva tutto il resto non è un problema.

Per il viaggio in Mar Rosso si prenderà l’aereo, c’è un volo diretto da Malpensa ma è scomodo perché si parte all’alba! Un altro invece costringe a uno scalo a Fiumicino. Una volta arrivati la speranza è che l’albergo rispetti le apparenze, è un 4 stelle, forse sarebbe stato meglio un 5 stelle.

In vacanza non si deve rinunciare alla comodità.

Maria affida Costantin e la secondo figlia ai nonni e, insieme al suo primogenito, prende un pulman per l’Italia e si ritrova improvvisamente catapultata a Milano. Ha qualche conoscente, pochi soldi, nessun posto dove poter andare a dormire.

Il suo primo alloggio è una roulotte alla periferia della metropoli. Il suo primo obiettivo è trovare un ospedale che possa curare il suo bambino.

Ma non è facile, non ha il permesso di soggiorno, non conosce la lingua, nessuno dei suoi conoscenti ha familiarità con le strutture ospedaliere italiane.

Nel frattempo deve anche trovare un lavoro che gli permetta di mantenersi in Italia e un alloggio migliore, non può certo far venire dalla Romania il suo piccolo Costantin e farlo dormire in una roulotte.

Passano i giorni, poi i mesi, trova qualche lavoro saltuario e soprattutto trova dei conoscenti rumeni che si offrono di ospitarla nel loro monolocale. Un monolocale per i due amici, lei, suo figlio maggiore. Già così sono stretti ma forse, in quella stanza, si può ricavare ancora un po’ di spazio e così Maria decide di chiamare anche il resto della famiglia che ora può raggiungerli dalla Romania.

E’ passato un anno dal suo arrivo in Italia, un anno senza vedere il piccolo Costantin, un anno di grandi disagi.

Ma la speranza di far guarire Costantin vale qualsiasi sacrificio.

E’ passato un anno dall’ultima vacanza, certo senza contare il Natale, la settimana bianca e le vancanze di Pasqua. Non c’è cosa peggiore che passare tutto l’anno chiusi in ufficio davanti al computer, finalmente si prospettano due settimane di vacanze, un sogno che si realizza.

Finalmente Costantin raggiunge la sua mamma in Italia e insieme a lui giungono la sorellina di diciotto anni e il nonno. Tutti ospiti nel monolocale.

Ora c’è finalmente la possibilità di far curare Costantin, Maria lo porta dapprima in un pronto soccorso. Non è però la struttura adatta. Le viene consigliato di recarsi presso la Clinica Pediatrica De Marchi, dove c’è un centro specializzato nella cura della thalasssemia.

Col piccolo Costantin giungono quindi in De Marchi, vengono fatti i primi esami e con essi viene accertato che i valori dell’emoglobina sono molto bassi. Ma il piccolo non ha tutti i documenti in regola, ci potrebbero essere problemi per il suo ricovero e la sua cura, consigliano a Maria di tornare il giorno seguente. Per la mamma è una notte infinita, ma la mattina dopo la dottoressa Mirra della Clinica De Marchi la rassicura, il piccolo Costantin sarà da subito preso in cura presso la Clinica milanese.

Da quel giorno è passato un anno. Tutta la famiglia vive ancora nel monolocale, ospite dei due conoscenti, stanno cercando un’altra sistemazione perché sette persone in uno spazio così esiguo sono veramente tante. Maria non ha ancor trovato un posto di lavoro stabile, così anche i due figli maggiori, solo lavori saltuari. La Fondazione De Marchi riesce a dargli un piccolo aiuto economico e presto, insieme a un posto di lavoro più sicuro, sperano di trovare un piccolo alloggio tutto per loro. Ma la cosa più importante è che ora Costantin sta meglio, la sua mamma è riuscita a portarlo in Italia, ad affidarlo alle cure di una struttura moderna e specializzata.

La Guarigione di Costantin due anni fa sembrava un sogno irragiungibile, grazie alla determinazione di Maria, all’amore di tutte le persone che gli sono vicine e alla forza del piccolo Costantin, oggi è un sogno che si sta realizzando giorno dopo giorno. Il più bello e il più vero di tutti i sogni.

Francesco Iandola

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