I consigli del pediatra – gastroenterite

FORME INFLUENZALI CON SINTOMATOLOGIA GASTROENTERICA E GASTROENTERITE NEL BAMBINO…COME CURARLE

 Le infezioni gastrointestinali sono frequenti durante tutto l’anno nella popolazione pediatrica; rgastroenteriteesponsabili sono nella stragrande maggioranza dei casi virus quali Rotavirus e Adenovirus, ma anche le forme influenzali, soprattutto nel bambino piccolo, possono manifestarsi con sintomatologia gastroenterica (vomito e diarrea) al posto o in aggiunta alla sintomatologia respiratoria. In genere inappetenza, malessere generale e vomito sono i primi sintomi, seguiti dalla febbre (o febbricola) e dalla diarrea.

Importante è sapere che nella quasi totalità dei casi non solo è inutile somministrare farmaci antiemetici (che interrompano il vomito), ma può essere in alcuni casi anche dannoso per la possibile comparsa di effetti collaterali.

In presenza di vomito ripetuto è opportuno interrompere l’alimentazione e la somministrazione di liquidi per 1-2 ore per riprendere successivamente con la somministrazione di soluzioni reidratanti orali a piccoli sorsi e continuamente, con il cucchiaino per evitare la ricomparsa del vomito, insistentemente per prevenire la disidratazione e la possibile comparsa di chetosi (acetone) che può a sua volta far persistere il vomito. Con la comparsa della diarrea il rischio di disidratazione può aumentare ed è importantissimo reintegrare i liquidi persi con la somministrazione di liquidi per bocca; meno importante è, almeno nelle prime ore, l’alimentazione che deve comunque prevedere la somministrazione di cibi leggeri e in piccole quantità con spuntini frequenti. In questi casi si consiglia la classica dieta per enterite, priva di cibi grassi e fritti, che privilegi carne bianca ai ferri o al vapore, riso o pasta in bianco, verdure lesse (patata, carota, zucchina), frutta (mela e banana) limitando nei bambini più grandicelli la somministrazione di latte e latticini quando vi sia diarrea profusa o almeno preferendo latte a basso contenuto di lattosio. Nei bambini piccoli viceversa è importante proseguire sempre l’allattamento al seno o, in caso di alimentazione con latte in formula, proseguire privilegiando, nei casi più severi e dietro consiglio del proprio curante, forme a minore contenuto di lattosio.

Quando però la presenza di vomito o la volontà del bambino impedisca la somministrazione di adeguate quantità di liquidi che possano ripristinare quelli persi e si tema la disidratazione è necessaria la valutazione del medico per monitorare le condizioni cliniche del bambino e prendere in considerazione la necessità di eventuale reidratazione per via endovenosa. Il bambino disidratato è in genere abbattuto, anche quando non sia presente febbre, pallido, con cute, labbra e mucose (lingua) secche, piange senza lacrime e mostra una riduzione della frequenza e quantità della diuresi (pipì). Un altro parametro importante è il peso, da monitorare strettamente soprattutto nel bambino più piccolo, possibilmente nudo e sulla stessa bilancia: una perdita di peso pari o superiore al 5% del peso corporeo del bambino è considerata significativa e indicativa di disidratazione. In generale comunque tanto più il bambino è piccolo (sempre sotto l’anno di età), e gli episodi di vomito e/o diarrea frequenti e profusi, tanto più precoce dovrà essere la valutazione del medico anche nelle prime ore dall’esordio dei sintomi.

Infine è importante ricordare che non devono essere somministrati farmaci antiemetici o antidiarroici, soprattutto se non prescritti direttamente dal medico; anche gli antibiotici sono generalmente inutili vista la preponderanza delle forme ad eziologia virale e devono comunque essere sempre prescritti dal medico dopo attenta e adeguata valutazione clinica.

Se la diarrea, per quanto modesta, non risolve nel giro di 5-7 giorni è utile eseguire un esame delle feci con coprocoltura e la ricerca dei virus più frequentemente causa di patologia gastrointestinale.

 

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