Intervista a Debora

Debora – maggio 2009

Siamo abituati ad osservare una nuova generazione che sta crescendo con il mito delle veline, dei mille grandi fratelli e del facile successo ad ogni costo, con padri che hanno contribuito a costruire un modello  economico in cui l’immediato profitto prescindeva ogni altro valore. Per questo è una sorpresa trovare una persona che racconti di avere trovato il paradiso nel proprio lavoro, una sorpresa scoprire che non guadagni milioni di euro, che non compare in televisione e che non ha ottenuto alcuna celebrità.

Debora è riuscita però a inseguire il suo sogno e infine a raggiungerlo.

Aveva 11 anni quando, con la nascita del fratellino, scoprì la sua passione per accudire i bambini piccoli e rivelò a sua mamma il desiderio di diventare puericultrice.

Intervista a Gisella

Gisella – ottobre 2008

Gisella oggi ha 20 anni, è sposata, ha due figli meravigliosi e svolge servizio civile presso l’unione italiana ciechi. Ma, soprattutto, Gisella fra pochi giorni farà a Milano l’ultima visita di controllo e con essa arriverà finalmente la conferma di essere guarita. Ma se oggi la troviamo, nella sua Caltagirone, così giovane e già così adulta, dobbiamo forse fare un salto indietro di cinque anni, nel gennaio 2003, quando a 15 anni iniziò l’esperienza che più l’ha segnata.

Intervista a Giuseppe

Giuseppe – maggio 2008

Ogni volta che ho avuto la possibilità di incontrare un ragazzo in cura in De Marchi, fosse affetto da thalassemia piuttosto che da leucemia o da un’altra forma tumorale ho sempre avuto l’impressione, oltre che di arricchirmi personalmente per l’esperienza e la lezione che mi veniva trasmessa,  di trovarmi di fronte a ragazzi straordinari, più forti e maturi di tanti loro coetanei, ragazzi che la malattia aveva temprato e a cui aveva donato una marcia in più.

Intervista alla sig.ra Rita

Stefania e Rita – novembre 2007

Sono passati più di trent’anni ma il ricordo è ancora vivo. La bambina della signora Rita aveva solo 5 anni quando le venne diagnosticata una grave forma di leucemia.

Al più la signora la signora Rita aveva pensato che la figlia, sofferente da qualche tempo, soffrisse dei postumi di una bronchite mal curata, invece  scoprì che si trattava di leucemia linfoblastica.

Intervista alla mamma di Costantin

La mamma di Costantin – maggio 2007

L’estate è alle porte, il cielo assolato sopra Milano ricorda che è il momento di programmare le vacanze. Ci sono le Maldive dove da anni si sogna di trascorrere le ferie, oppure il Mar Rosso, gli amici ne dicono tanto bene e consigliano di andare lì, un mare favoloso e una abbronzatura da invidia assicurata. Ma poi si fanno i conti e andare all’estero potrebbe essere troppo costoso. Si è da poco comprato l’ultimo modello di  automobile tedesca e forse quest’anno sarebbe il caso di risparmiare. E poi, chissà se si fa in tempo a rinnovare il passaporto scaduto.

Vacanze in Egitto

Egitto 2005

Ogni anno la struttura della Fondazione de Marchi si attiva per organizzare le vacanze dei propri pazienti, ragazzi che spesso non potrebbero permettersi una tale possibilità senza la garanzia della giusta assistenza medica.

Quest’anno lo sforzo sostenuto dalla Fondazione è stato doppio rispetto agli anni precedenti: per la prima volta, su richiesta dei pazienti più grandi, sono state organizzate due vacanze separate, per gestire meglio le esigenze sia dei ragazzi più giovani che di quelli più adulti.

Giornata sulla Talassemia

10 ottobre 2009- Milano, Palazzina Liberty – Largo Marinai d’Italia
Giornata sulla Talassemia
“Prendersi cura: dal paziente al DNA”
Alla mattinata di convegno seguirà buffet e l’inaugurazione di una mostra di quadri. Alla mostra esporranno noti artisti italiani e il ricavato delle vendite sarà destinato al finanziamento del Progetto Talassemia “Prospettive di ricerca per la guarigione”

OGNI BAMBINO CHE TORNA A SORRIDERE E’ UNA BATTAGLIA CHE ABBIAMO VINTO

Dagli anni ’70, il nostro impegno quotidiano è stare accanto ai bambini colpiti da gravi malattie croniche, in cura presso la clinica Pediatrica de Marchi di Milano, per offrire loro la migliore assistenza globale possibile.

 100 anni per i bambini malati

Fondata nel 1915, da Adelina De Marchi in memoria dei genitori, la Clinica De Marchi ha compiuto 100 anni. Un secolo di vita che la consacrata come Tempio della Pediatria lombarda. Un punto di riferimento e una sicurezza per tutte le famiglie di Milano, ma anche un punto di accoglienza per tanti bambini di tutto il Mondo. La festa del 16 maggio.

Operazione sorriso

Dona il sorriso di un bambino e sarà un giorno indimenticabile
Cos’è più gioioso del sorriso di un bambino? Grazie all’Operazione Sorriso della Fondazione De Marchi ogni evento che conta si arricchirà di un nuovo significato.

Per le aziende e per tutti, in ogni occasione


I bei sogni che diventano realtà

ti invitiamo a vedere l’attività svolta dalla Fondazione De Marchi nell’anno 2016: borse di studio, aiuti economici alle famiglie, vacanze assistite, pet therapy, volontariato e acquisto di attrezzature mediche per la Clinica De Marchi.
Come potrai vedere noi non chiediamo aiuto per iniziative astratte ma su progetti concreti, pratici e facilmente identificabili.
Sei invitato a venirci a trovare per vedere con i tuoi occhi il miracolo che il cuore di voi benefattori è riuscito a realizzare.

Perché nel futuro dei nostri giovani pazienti ci sia sempre più spazio per la speranza puoi fare qualche cosa anche tu.

Aiuta la Fondazione De Marchi.

Ambrogino d’Oro

Ambrogino d’Oro

Il 7 dicembre 2009, in occasione della festa patronale di Sant’Ambrogio, il Sindaco di Milano,  Letizia Moratti, ha consegnato alla Fondazione De Marchi l’attestato di Civica Benemerenza del  Comune di Milano. Il massimo riconoscimento concesso dal Comune di Milano a riconoscimento  dell’attività svolta dalla Fondazione.

Intervista a Natalia Estrada

L’intervista a Natalia Estrada

Attraversare Milano vuol dire incontrare una infinità di realtà, diverse una dall’altra, spesso palesemente contrapposte, sempre però attigue, imprescindibilmente legate fra loro.

Fra le sue mille vie, crescendo secolo dopo secolo, sembra quasi che Milano abbia giocato a inventarsi gli accostamenti più paradossali. Incrocio dopo incrocio incontriamo secolari cattedrali accanto a carceri e tribunali, uffici dalle tecnologiche facciate in fronte ad università le cui mura ci parlano di secoli lontani, quartieri residenziali sorti fra zone più popolari, ospedali che si affacciano su parchi, giardini e fontane. La confusione è però solo apparente, tutti sappiamo esattamente in quale portone entrare, gli impiegati negli uffici, gli operai nelle fabbriche, gli studenti nelle scuole, le stelle della televisione negli studi televisivi, medici e malati negli ospedali. Tutto sembra avere la propria logica, ad ognuno sembra affidato il giusto ruolo, così come nelle stanze della Clinica De Marchi: medici e infermieri fra le corsie, i giovani pazienti nei loro letti e i loro divi televisivi al di là dello schermo, in un mondo all’apparenza lontanissimo.

Ma Milano a volte si diverte a sorprenderci, e allora, sulla città, si scatena un turbine, tutto si rimescola e accade così che il divo, anzi in questo caso la diva, scelga di non entrare nello studio televisivo, di sfuggire alle luci della ribalta e di imboccare la porta accanto, entrando nella Clinica De Marchi a portare un po’ di gioia fra i giovani pazienti.

Non è una storia inventata, questi sono piccoli miracoli che Milano sa veramente regalare.

La testimonianza che desidero portare è quella dell’incontro con Natalia Estrada, uno dei personaggi più popolari e amati della televisione italiana.

Natalia è da alcuni anni vicina alla Fondazione De Marchi e tante volte ha scelto di svestire gli abiti della diva per venire a portare un po’ di gioia e amore fra i letti dei giovani pazienti.

E’ difficile, pensando ai personaggi del cinema o della televisione immaginarseli al di fuori dei ruoli da essi interpretati. Diventa quasi innaturale poter immaginare che loro possano avere una  vita al di fuori del tubo catodico.

Ed è proprio a questa vita che Natalia Estrada è particolarmente legata; lontana dalle luci della ribalta, lontana dalle telecamere, dagli studi televisivi, Natalia Estrada non scompare, continua ad esistere, come continuiamo ad esistere tutti noi quando terminiamo di lavorare e torniamo alla nostra casa. Per Natalia quello è il momento di recuperare i veri valori della vita, per ricordarsi che non ci sono solo la gioia e la spensieratezza dei varietà del sabato sera ma ci sono realtà più difficili, realtà a cui forse può servire anche il suo aiuto.

Da qui la sua scelta di portare il suo sorriso accanto a chi più ne ha bisogno.

Ed è così che il sorriso di Natalia giunge accanto a bambini malati o piccoli orfanelli, accanto a persone anziane troppo spesso lasciate sole, entra nelle carceri e partecipa a tanti spettacoli di beneficenza. Un impegno che l’ha portata ad adottare sei bambini in Guatemala attraverso l’associazione per le adozioni a distanza Intervita di cui lei è anche ambasciatrice.

“Questa è stata una scelta” ci spiega Natalia Estrada “dettata dalla volontà di non volere accettare che vi possano essere persone che soffrono solo per avere avuto la sfortuna di essere nate in una parte sbagliata del Mondo”.

“Anche quando faccio visita ai pazienti della Clinica De Marchi, di fronte al dolore dei bambini e dei loro genitori, provo un senso di grande ingiustizia. Mi fa star male vedere tanta sofferenza nei loro volti.”

Le visite di Natalia Estrada riescono però a sostituire a tanta sofferenza momenti di gioia per tutta la Clinica e costituiscono un importante aiuto per la Fondazione De Marchi e per tutto il mondo della solidarietà.

L’appoggio infatti di Natalia Estrada, così come di tutti personaggi noti, riesce a divenire garanzia di serietà per le associazioni di cui si fanno portavoce e testimonial. Per questa ragione Natalia cerca sempre di porre molta attenzione a non legare la propria immagine a iniziative la cui serietà non è verificabile.

E’ la stessa Natalia Estrada a ricordarci una ulteriore ragione per cui è tanto importante l’impegno di personaggi famosi nelle iniziative benefiche: “i personaggi televisivi così come gli sportivi e i divi del cinema o della musica, diventano spesso modelli da imitare da parte dei loro ammiratori, questa è una responsabilità di cui siamo ben consci. La speranza è che, mostrandoci pubblicamente impegnati in iniziative benefiche e di solidarietà, si  possa suscitare il desiderio di imitarci e di coinvolgere sempre più persone in queste attività. Per questo sono contenta nel vedere che in Italia così come accade anche in Spagna c’è un grosso impegno nella solidarietà fra i personaggi dello spettacolo. Impegno che è sempre più diffuso fra tutta la gente che ne ha la possibilità.”

Un impegno che ha fatto eleggere la nostra città a capitale della solidarietà. e che speriamo faccia sì che a Milano, sempre più spesso, passi quel turbine che sconvolge tutto e che questi piccoli miracoli di amore siano sempre più una quotidiana abitudine.

Francesco Iandola